Sala piena per fermare l’inceneritore di Calusco d’Adda

Il convegno sui rischi per la salute ha ricevuto un grandissimo interesse

01 febbraio 2016
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Sala gremita in ogni ordine di posti, con tantissime persone che hanno assistito stando in piedi, anche fuori dalla Chiesa Vecchia di Calusco d’Adda. Tantissima partecipazione attiva, con numerose domande rivolte ai relatori, per un problema fortemente sentito non solo dalla popolazione locale, ma anche dei paesi limitrofi.

I vari interventi dei medici intervenuti hanno evidenziato l’estrema pericolosità per la salute derivante dall’incenerimento dei rifiuti.
La dottoressa Gentilini ha dimostrato come questi danni, ormai già da parecchio tempo accertati scientificamente dagli studi medici, riguardino in particolar modo i bambini, sin dal loro stato fetale.
Il dottor Crosignani si è soffermato sull’indagine epidemiologica svolta dalla ASL di Bergamo a Filago, dove sorge l’inceneritore della a2a, evidenziando come, dai dati rilevati e grazie anche e soprattutto all’intervento del sindaco di Madone, sia ora in corso un’indagine della Procura della Repubblica contro ignoti per danno ambientale.
Il dott. Bai ha dapprima stigmatizzato la “credibilità” di Italcementi che già nel primo protocollo di intesa di circa dieci anni fa aveva promesso, senza poi mai averlo realizzato, la costruzione di una scalo ferroviario per ridurre il traffico; successivamente ha evidenziato le numerose lacune presenti nello studio prodotto dall’azienda, aprendo così la strada a possibili ricorsi al TAR qualora la Conferenza dei servizi (visto anche l’atteggiamento sino ad ora avuto dai soggetti intervenuti) dovesse autorizzare Italcementi a bruciare, ogni anno, 110 mila tonnellate annue di CSS.
In ultimo, non è mancata la parentesi polemica: al termine della serata è voluto intervenire sul palco il sindaco di Calusco, il dott. Colleoni, anch’egli medico che, senza assolutamente entrare nel merito dei dati scientifici esposti durante la serata, ha invece voluto difendere la sua buona fede nelle scelte compiute con un laconico “tutti possono sbagliare”.

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